Questo lavoro è il risultato della ricerca svolta da una Commissione ATE (Associazione Tecnologi per l’Edilizia) che viene pubblicata per mettere a disposizione dei professionisti ed in particolare degli strutturisti tutte quelle informazioni, oggi di difficile reperimento, che sono indispensabili quando si deve intervenire su edifici esistenti di non recentissima costruzione.

Condizione necessaria (ma ovviamente non sufficiente) per una corretta valutazione dell’efficienza strutturale di tali opere è infatti la conoscenza degli standard costruttivi e prestazionali in uso in quel periodo di costruzione. Il primo passo, a questo riguardo, è quello della conoscenza delle norme di riferimento, della manualistica e delle tecnologie costruttive in quanto dalla loro analisi critica si possono trarre le prime utili indicazioni per l’impostazione delle metodologie e delle tecniche di diagnostica e di intervento.

Occorre comunque tenere presente che questa analisi non può essere considerata esaustiva in quanto altre cause (cattiva esecuzione, errori progettuali, fenomeni di degrado ecc.) sono spesso il motivo di dissesti o di inadeguate prestazioni strutturali.

Partendo da questi presupposti un gruppo di lavoro ATE, costituito da Francesco Cantoni, Paolo Rocca, Donatella Guzzoni, Filiberto Finzi, Riccardo De Col e Paolo Adami, si è incaricato di una raccolta di norme ufficiali e di norme di buona pratica che, partita dalla fine del XIX secolo, si è estesa sino alla legge-quadro 1086 del 1971.
Il contributo fondamentale e il maggior impegno per la realizzazione di questo lavoro, per la grande raccolta e analisi di dati va riconosciuto all’impegno personale di Francesco Cantoni, Donatella Guzzoni e Paolo Rocca e alla disponibilità dell’ITC-CNR.

I documenti raccolti comprendono:
- normative su materiali e prodotti
- caratteristiche meccaniche e dimensionali di materiali e prodotti
- condizioni di carico degli edifici

Il campo dell’indagine è stato limitato essenzialmente all’edilizia residenziale ed industriale, campo già di per sé sufficientemente esteso.

Per la parte relativa alla classificazione e alla normativa sismica italiana si rimanda alla pregevole documentazione frutto del bel lavoro di R. De Marco e di M.G.Martini del Servizio Sismico Nazionale.

Si è ritenuto utile mantenere le unità di misura dell’epoca, oggi non più in vigore, per permettere ai giovani, non abituati a quelle unità di familiarizzare con esse; in tale modo si troveranno a proprio agio nella consultazione dei vecchi testi.

L’obiettivo è stato quello di realizzare uno strumento completo anche di tavole sinottiche e di raffronto tra i regolamenti, nonché di comodi diagrammi sull’evoluzione delle caratteristiche dei materiali per mettere in grado chi deve intervenire su una costruzione d’epoca di conoscerne le possibili caratteristiche di progetto, le condizioni di utilizzo e di carico dei materiali.

Ma si sono avuti altri interessanti risvolti.

Il confronto sistematico dei vari testi ha permesso di ottenere una visione d’insieme dell’evoluzione del sistema normativo nel tempo, mettendone in mostra il progredire verso forme sempre più dettagliate e complete; ma ha soprattutto posto le basi per un approfondimento del legame di causa- effetto tra conoscenza scientifico-tecnologica, sviluppo tecnologico e legislazione di riferimento. Sotto certi aspetti l’evoluzione legislativa è stata così radicale da rendere in alcuni casi difficile il confronto tra i codici. Questo perché i progressi non hanno riguardato solo specifici ambiti tecnologici come le caratteristiche meccaniche dei materiali o i metodi di costruzione, ma hanno coinvolto direttamente l’approccio di base al concetto di sicurezza. Il passaggio, ad esempio, dal sistema deterministico a quello statistico, e l’introduzione del metodo agli stati limite in luogo delle tensioni ammissibili, hanno costituito uno spartiacque per il dimensionamento e la verifica della sicurezza.

Ancora una volta si è potuto verificare come l’evoluzione normativa storicamente segue l’evoluzione tecnologica, la quale avanza sempre per successivi tentativi, mettendo a confronto soluzioni diverse allo stesso problema fino a raggiungere il suo obiettivo nell’ottimizzare il rapporto tra costi e benefici. Solo così la tecnologia diventa prodotto culturale capace non solo di contenere un nuovo sapere e di trasmetterlo, ma anche di fornire gli strumenti per metterlo in discussione.
In tale circostanza la normativa diventa allora un contratto tra le parti, che nasce quando si suppone che le diverse tecnologie siano state sufficientemente sperimentate e valutate in conformità alle esigenze progettuali di affidabilità e di sicurezza.


Un lavoro così esteso e non facilitato dalla scarsa reperibilità dei testi avrà sicuramente numerose lacune: esso ha tuttavia la prospettiva di crescere anche attraverso indicazioni e suggerimenti che permetteranno di pubblicare successive edizioni sempre più complete ed esaurienti.


Milano, 23 gennaio 2004



RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano
ADDIMENT ITALIA srl, ATECAP - Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato,
BS ITALIA srl, BUZZI UNICEM SpA, GRUPPO CENTRO NORD, ICMQ SpA, INTERBAU srl,
ITALCEMENTI SpA, MAPEI SpA, PERI SpA , RUREDIL SpA, SIKA ITALIA SpA, VOLTECO SpA,
che hanno sostenuto economicamente la pubblicazione del CD.