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consigli e suggerimenti da inoltrare via e-mail al Presidente
ATE, oppure alla Segreteria,
oppure al Webmaster.
La Direttiva
89/106/CEE "Prodotti da costruzione" ha lo scopo di
consentire la libera circolazione ed il libero utilizzo dei materiali
e dei prodotti da costruzione all'interno dell'Unione Europea al
fine sia di rimuovere le barriere tecniche che di sviluppare il
mercato interno. Ovviamente solo i prodotti ritenuti idonei all'impiego
previsto potranno godere di tali vantaggi.
Un prodotto da costruzione è ritenuto idoneo
se possiede quelle caratteristiche tecniche tali da assicurare alle
opere in cui sarà impiegato il rispetto dei requisiti essenziali
applicabili. Per le costruzioni tali requisiti comprendono la resistenza
meccanica, la sicurezza all'incendio, l'igiene e la salute, la sicurezza
all'impiego, la protezione contro il rumore ed il risparmio energetico.
Le specifiche tecniche possono essere redatte da due organismi europei:
CEN - Comitato
Europeo di Standardizzazione, che comprende gli Istituti Normativi
Nazionali Europei e produce specifiche tecniche chiamate norme.
EOTA - Organizzazione Europea per i Benestare Tecnici,
che produce specifiche tecniche chiamate linee guida.
Per valutare l'idoneità dei vari prodotti
da costruzione è stato elaborato un complesso quadro normativo,
valido in tutti i paesi UE, al fine di costruire strumenti uniformi
di valutazione della qualità. In tali norme vengono presentati
tutti i controlli necessari per il conseguimento ed il mantenimento
del marchio CE.
Con la pubblicazione del Decreto del Ministero delle
Attività Produttive del 7 Aprile 2004, la direttiva 89/106/CEE
viene dotata del necessario supporto di norme tecniche armonizzate
a livello nazionale. Questo primo
pacchetto di circa 90 norme (al quale si aggiungono ulteriori
30 norme già dichiarate armonizzate sulla Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee) costituisce l'unico riferimento utilizzabile
per la marcatura CE dei prodotti da costruzione che, a seconda delle
famiglie di prodotto, sta progressivamente diventando obbligatoria.
Tenendo conto della necessità che i progettisti
e i consulenti basino le proprie attività sulle norme di
riferimento, UNI offre, alle organizzazioni che rappresentano tali
categorie, la possibilità di fornire ai propri associati
la raccolta delle norme ad un prezzo speciale, la cui determinazione
va richiesta all'UNI stessa che provvederà a formulare un'offerta.
Sul Supplemento Ordinario n° 152 (scarica la
parte1 da 1677 kb - parte2
da 1512 kb; files compressi RAR) alla "Gazzetta Ufficiale"
del 14 settembre 2004, n° 216, è pubblicata una circolare
del ministero delle Attività produttive con l'elenco dei
prodotti per le costruzioni regolamentati dalle norme tecniche armonizzate
(previste dalla direttiva 89/106/CE) con le rispettive caratteristiche
tecniche da indicare obbligatoriamente dal produttore ai fini dell'apposizione
del marchio "CE". L'elenco è stato predisposto
dall'UNI che ha anche indicato, per ciascun prodotto, oltre alle
caratteristiche tecniche obbligatorie, anche i requisiti non cogenti
ma che - secondo il suggerimento dell'UNI - sarebbe opportuno comunque
indicare ai fini di una più completa e trasparente informazione
sul prodotto.
ANCORANTI IN METALLO PER USO STRUTTURALE
IN CALCESTRUZZO
La prima linea guida
formulata da EOTA riguarda gli ancoranti in metallo per
uso strutturale in calcestruzzo e prende il nome di ETAG
001. Sottoponendo il proprio ancorante ai test previsti
da ETAG 001 è possibile ottenere un Benestare Tecnico Europeo.
Con questo "lasciapassare tecnico" si può fare
richiesta per una marcatura CE.
I lavori alla stesura della norma sono iniziati a metà degli
anni '90, su richiesta delle multinazionali del mercato. Le piccole
e medie aziende europee non hanno preso parte al processo di stesura
della norma, e solo da pochi anni hanno preso coscienza delle drastiche
conseguenze causate da questa “supernorma" fatta di 6
parti, 3 allegati e un report tecnico, per un totale di più
di 350 pagine di difficilissima decodificazione: costi insostenibili
da una piccola e media azienda per poter rispettare la direttiva,
cioè marcare CE la sua gamma di prodotti; diversi prodotti
finora usati con successo che verranno eliminati dal mercato in
quanto non idonei a superare i test previsti dalla norma; un grande
giro di interesse creatosi fra i pochissimi Istituti di Prova ammessi
ad eseguire i test.
Nel 2002 un nutrito gruppo di piccole e medie aziende
di diversi paesi europei ha fondato il Consorzio ECAP.
Il Consorzio è una società no-profit nata per eliminare
la barriera formatasi fra norme, produttori, progettisti, installatori
ed istituti di prova, ed in tre anni è diventato un punto
di riferimento e di informazione per le piccole e medie aziende
europee, per i progettisti e per la Commissione Europea.
La posizione sostenuta da ECAP è quella di semplificare
la complessità di ETAG 001 salvaguardando insieme la qualità,
la sicurezza dei prodotti e il buon livello tecnico della norma,
di evitare pericolose sovrapposizioni fra CEN ed EOTA, di permettere
un'applicazione reale delle normative sugli ancoranti a tutto il
Mercato Europeo (Multinazionali, PMI e Aziende Artigiane), di creare
una rete di assistenza e di servizi per i suoi associati. ECAP fa
parte dei gruppi di lavoro EOTA, stipula accordi con istituzioni
tecniche e normative nazionali ed europee, e lavora per sensibilizzare
la Commissione Europea sulla barriera al mercato creata dalla linea
guida.
Oggi sul mercato circolano molti prodotti delle multinazionali con
il marchio CE, e pochi prodotti delle piccole e medie aziende. Il
vuoto di informazione e l’impreparazione delle aziende europee
e degli altri protagonisti del mercato (produttori, progettisti,
rivenditori, installatori, etc.), è stato nel frattempo colmato
da una politica di informazione promozionale a tappeto da parte
delle multinazionali. Il progettista deve sapere che la
marcatura CE è obbligatoria, e che, se intende utilizzare
un ancorante per uso strutturale, deve prescrivere solo ancoranti
marcati CE.
In Italia, così come nella maggior parte delle nazioni Europee,
questo obbligo non viene di fatto applicato: il caso degli ancoranti
è oramai sotto i riflettori dell’opinione pubblica
Europea, e la posizione delle istituzioni nazionali e della Commissione
Europea sembra essere più quella di una cauta marcia indietro,
che quella dell’applicazione di sanzioni.
A questo si aggiunge la mancanza di una definizione ufficiale
nazionale del concetto di “applicazione strutturale”,
e l’esistenza di un Decreto Legislativo che vieta
l’impiego di ancoranti in zona sismica, in pratica,
secondo l’ultima classificazione europea, all’intera
penisola.
Il recente successo della politica del Consorzio ha portato
nel mese di novembre 2004 alla votazione da parte della Commissione
Europea della revisione della norma ETAG 001. ECAP sarà
in prima linea per garantire una norma equa e condivisa, informando
e coinvolgendo tutte le persone interessate.
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